A tutta Birra

Il mondo brassicolo in dodici storie

23 Gennaio 2023
Il mondo brassicolo in dodici storie_COVER
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Ciao e Buon anno!

Con il 2023 pensavo di andare oltre le curiosità e aneddoti, e proporti nelle righe che leggerai quest’anno un percorso che ti farà scoprire le basi del mondo brassicolo.

DODICI MESI, DODICI ARTICOLI: per capire da dove arriva, come viene fatta, come si degusta.

Bando alle ciance… partiamo!!!

BIRRA E STORIA.

Avevamo visto in un articolo del 2021 come la birra sia nata per caso fortuito e/o per intuito, nelle fantastiche terre bagnate dal Tigri e l’Eufrate, e come grazie ai commerci piano piano sia arrivata in ogni parte del monto.

Leggenda o verità poco importa, sappiamo di per certo che è stata una bevanda cara a tutti i popoli più importanti prima dei Romani e ha accompagnato riti religiosi delle popolazioni da est a ovest, bevanda intoccabile soprattutto nel nord Europa.

Nel sud, nel mondo antico non ha mai attecchito così tanto, anche perché il vino faceva da padrone.

Dai Sumeri ai Greci, passando per i Babilonesi, che ne fanno parametro di salario, la birra diventa in alcuni casi uno strumento importante come in Egitto, elemento fondamentale per le prescrizioni mediche (il papiro di Ebers ne è esempio).

Cambiando completamente zona e avanzando nella linea temporale, troviamo i Celti che porteranno la birra nelle loro guerre e la fanno diventare, tonico, premio e alcune volte alimentazione.

BIRRA: ALIMENTO MA NON SOLO.

Ritorna ad essere alimento ma per tutt’altri motivi nel medioevo nei conventi, luoghi di culto in cui una birra a bassa gradazione alcolica, ma corposa e piena di zuccheri, veniva bevuta quando il digiuno era d’obbligo.
Fondamentali in questo periodo sono state le abbazie perché fecero grandi lavori di ricerca, scoperta e studio, sia degli ingredienti base (di cui parleremo nel prossimo articolo) sia delle tecniche di produzione.

Posso tranquillamente dire che i monaci oltre a salvare libri antichi e la Storia abbiano salvato anche la produzione della birra, anche perché molti degli stili che esistono ancora oggi sono stati creati in quei luoghi di preghiera.

Con il Rinascimento e i periodi bui alle spalle, la birra esce dai luoghi di culto, si inizia a intravedere qualche birrificio vero e proprio e nasce la figura del mastro birraio, i primi ad essere riconosciuti tali sono in Germania.
Sono sempre i tedeschi a fare le prime leggi sulla birra che portano a l’editto di purezza del 1516 in cui si sancisce che la birra può essere fatta solo con malto, luppolo e acqua. (qui potreste pensare… e il lievito? Ai tempi non si era ancora scoperto.)
Si deve aspettare Pasteur a metà del 1800, con i suoi studi in cui dimostra che è il lievito autore della trasformazione degli zuccheri in anidride carbonica e alcool, il protagonista della fermentazione.

GERMANIA, INGHILTERRA E BELGIO: triangolo d’oro per la birra.

Se la Germania nella prima metà dell’anno mille è importante per le scuole brassicole, l’Inghilterra lo è per la nascita di pub e cultura birraia.

E il Belgio, altra nazione importantissima per la nostra cara bevanda?
Il Belgio continua le sue fantastiche produzione trappiste e porta avanti con decisione l’utilizzo di spezie e frutta e non farà mai morire il loro tipo di fermentazione spontanea, che oggi gli appassionati conoscono come birra acida.

Facciamo un altro grande salto e arriviamo alla rivoluzione industriale che porterà nuove tecniche, nuovi strumenti che porteranno i birrifici a diventare anche industriali.
La grande produzione farà si che gli innumerevoli stili e tipologie di birra si riducano notevolmente, tuttavia porterà stabilizzazione, sicurezza e longevità del prodotto.

Con l’arrivo delle grandi guerre, anche i birrifici come tante attività fanno fatica a sopravvivere, ma alcuni riescono a rimanere aperti.

Arriva la ripresa economica, il boom, le corse a chi prende più clienti, i birrifici rimasti in piedi sono i più noti ancora oggi, sia in Europa che in Italia.

L’ORIGINE DELLA SCENA ARTIGIANALE.

Della scena artigianale di oggi non se ne vede ancora traccia ma oltre oceano dei pazzi iniziano a fare tanta di quella birra nei box alla fine degli anni settanta che in poco tempo si riscoprono stili perduti e con essi sapori e gusti che assaporavano inglesi, tedeschi, cechi e belgi cent’anni prima.
Gli americani con il movimento homebrewer (birrai casalinghi) creano piano piano il movimento artigianale che invaderà tutto il mondo.

A metà degli anni novanta in Italia nascono finalmente i primi birrifici artiginali, Baladin, Lambrate e Turbacci.
In una decina di anni la crescita è esponenziale, tant’è che oggi si contano tra birrifici, beerfirm (birrifici senza impianto) e brewpub (birrificio con locale annesso) intorno alle 1500 attività.

Due pagine di millenni di storia, la birra è passata da bevanda per i riti religiosi a bevanda esclusiva dei monaci, a bevanda delle grande industrie, a bevanda casalinga talvolta illegale, per finire a bevanda artigianale dalle mille sfaccettature.

Che dire ancora, se non buona birra buona a tutti!
Al prossimo mese con l’articolo sugli ingredienti, ne leggeremo delle belle anche lì…

Thomas


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